CAREGIVERCon il termine Demenza si intende genericamente un insieme di sintomi che si manifestano con un deterioramento progressivo delle funzioni cognitive (la memoria, il linguaggio, il ragionamento, la capacità di pianificare e organizzare) tali da compromettere le abituali attività della vita quotidiana della persona e le sue relazioni. La persona con demenza manifesta anche alterazioni della personalità, cambiamenti dell'umore e del comportamento, che possono essere molto diversi fra persone che hanno la stessa malattia. I più caratteristici tra questi sono i sintomi psichici quali: ansia, depressione, deliri, allucinazioni, irritabilità o aggressività, insonnia, apatia, tendenza a comportamenti ripetitivi e senza uno scopo apparente, riduzione e/o aumento dell’appetito e a volte anche atteggiamenti di “disinibizione” che riguardano il comportamento sessuale e/o sociale.
Le patologie che possono causare demenza sono numerose, alcune classificabili in “primarie” come malattia di Alzheimer, demenza a corpi di Lewy, demenze fronto-temporali (demenza semantica, afasia progressiva, malattia di Pick), Parkinson-demenza, paralisi sopranucleare progressiva (PSP), degenerazione corticobasale, malattia di Huntington, atrofia multisistemica; alcune classificabili in “secondarie” ad altre malattie cerebrali come ischemie o emorragie cerebrali, tumori cerebrali, traumi cranici.
A risentire maggiormente del “cambiamento” di un proprio caro sono per primi i familiari.
 I familiari si trovano a dover affrontare nelle varie fasi della malattia difficoltà nei rapporti con la persona colpita, difficoltà generate dalla negazione da parte loro e da parte del malato delle proprie difficoltà e dei propri disturbi.
L’impatto emotivo dei familiari con la malattia del proprio caro genera una sorta di “crisi”.
Tutta la struttura familiare necessità spesso di una riorganizzazione che richiede la disponibilità di un membro della famiglia e dove è possibile anche l’intervento di una badante per fornire la cura e l’assistenza al malato.
I familiari devono fare i conti, oltre che con le incombenze della cura quotidiana del proprio caro, anche con i propri vissuti soggettivi, con le emozioni causate dalla sofferenza per sé e per l’altro con il quale ci sono dei vincoli affettivi.
Tutto questo genera ansia, tristezza, sentimenti di inadeguatezza, stress, irritabilità, isolamento.

Collaborando come Psicologa in una Associazione di Volontariato a Taranto, per persone con deterioramento cognitivo,  mi sono resa conto delle grandi difficoltà che la famiglia incontra dal periodo della diagnosi all’evolversi della patologia.
Pertanto ho ideato uno spazio settimanale dedicato esclusivamente a loro per  usufruire di un supporto psicologico finalizzato ad affrontare il senso di fallimento e lo stress psico-fisico causato dall’accudimento del loro caro.
Il percorso permette ai caregiver di giungere ad una attribuzione di senso ai comportamenti del familiare con deterioramento cognitivo, prima non compresi e per questo fonte di frustrazione e di ostilità all’interno del loro rapporto.
Inoltre  conduco GRUPPI AUTO-AIUTO, dove ogni quindici giorni i caregiver si riuniscono per parlare delle loro esperienze, ciò  consente di condividere il carico fisico ed emotivo dell’assistenza anche con altri e rappresenta un occasione per confrontare i  problemi e trovare insieme possibili soluzioni.